mercoledì 9 agosto 2017

Pomodori ripieni (a modo mio)

Lo sapete che le mie ricette sono semplici, facili e veloci.
Questo vale sempre.
Ma soprattutto in estate.
C'è caldo, poca voglia di accendere fornelli o fuoco e allora la parola d'ordine è: freschezza.
Che significa anche genuinità degli ingredienti.
Che siano freschi e di ottima qualità. 



Siccome mi rivolgo anche e in buona parte alle mamme, mi chiederete: come hai fatto con Matilde che non mangia i pomodori crudi?
Semplice, non le ho dato il pomodoro ripieno, ma un fresco risottino con crema di pomodoro CRUDO e tonno. 
Si, la ho imbrogliata. :)


COSA VI SERVE (dosi per 2 persone)


  • 4 pomodori di campo;
  • 150 gr di riso;
  • 3 scatolette di tonno sott'olio;
  • Basilico;
  • origano;
  • maionese;
  • capperi.

Mettiamo a sbollentare il riso, 15 minuti e via, è pronto.
Quindi, laviamo bene i pomodori di campo (i miei preferiti) e togliamo il "cappello", quindi con pazienza togliamo tutto l'interno, fino a lasciare solo la parte esterna.
Li mettiamo a testa in giù a scolare.
Prendiamo tutto l'interno del pomodoro e lo mettiamo dentro il nostro bel frullatore, quindi aggiungiamo il tonno BEN scolato, 5/6 foglie di basilico, un bel po' di origano e capperi (come voi preferite, o sott'aceto o salati ovviamente prima risciaquati).
Frulliamo il tutto e verrà una bella crema rossa, fresca e molto molto buona, salatela a piacere.
Io non la ho salata, era perfetta così.
Scoliamo il riso, lo condiamo con questa crema di pomodoro e tonno.
Mettiamo via una parte, quei 40 gr che saranno per il bambino o la bambina, come me per Matilde, e aggiungiamo due cucchiai di maionese,
Quindi riempiamo i pomodori e via in frigo!





giovedì 27 luglio 2017

Mousse al cioccolato al latte e banana

Mettete che vi chiama la vostra amica:
"Dai, eh ceniamo insieme! Una pizza e via...!"
Che fate, le dite di no?
Giammai!
Che fate, lasciate tutti senza dolcetto?
Naaaa!

E' facile, veloce, fresco, goloso, c'è un po' di frutta.



Bando alle ciancie:

COSA VI SERVE (dosi per 4/5 persone)


  • Panna da montare vegetale, 500 gr;
  • Cioccolato al latte, 200 gr (o se preferite cioccolato fondente...);
  • Colla di pesce, 2 fogli;
  • 2 banane mature;
  • Savoiardi, una decina;
  • Latte;
  • Cacao amaro;
  • scagliette di cioccolato per decorare;
  • 4/5 bicchieri trasparenti.
A bagnomaria, facciamo sciogliere le tavolette di cioccolato al latte, insieme a 200 gr di panna.
Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare, ma lasciamo il fondino, poi vi servirà.
Montiamo il resto della panna, quindi incorporiamo il cioccolato fuso con la panna mescolando dal basso verso l'alto, per non far smontare il composto.
Mettiamo a bagno per 15 minuti i due fogli di colla di pesce in acqua fredda.
Una volta che i fogli si sono ammorbiditi, li mettiamo nella pentolina dove avevamo lasciato un fondino di cioccolato fuso, e li facciamo sciogliere.
Incorporiamo anch'essi nella panna, abbiamo la nostra mousse.

Prendiamo i savoiardi e li bagnamo, non troppo, in latte e cacao amaro, li mettiamo nel fondo dei bicchieri. Mettiamo anche qualche pezzettino di banana, che abbiamo tagliato a pezzettini piccoli piccoli.
Quindi, facciamo uno strato di mousse al cioccolato.
Un bello strato consistente di banana.
Un altro strato di mousse.
Cacao amaro, decoriamo con qualche scaglietta di cioccolato.
E via in frigo per almeno 2 orette.

Dessert pronto!

Non resta che aspettare la pizza e viva!






mercoledì 26 luglio 2017

Incontro.

Lei era in quel periodo che, prima o poi, deve arrivare per una donna, una ragazza.
Quel periodo in cui ci si sente belle, ci si sente nel proprio mondo, si fanno delle cose che danno gioia. 
Quel periodo che fa diventar belli perché la luce che si emana é serenità. 
Perché si sorride, anche per nessun motivo, solamente perché si sta bene. 

Lei studiava, e amava studiare. 

Amava imparare quelle formule matematiche, eppure lei odiava da sempre la matematica, ma quelle formule davano un senso a tutto. 
Così, lo studio non era più noia, era scoperta e passione. 

Lei, in quei mesi, aveva lasciato da parte un po' tutto per un altra sua passione: la politica, quella fatta bene, quella onesta, quella che doveva cambiare le cose. 
Certo, forse l'utopia dava forma alla sua speranza e allora diventava passione, ma non c'è altro modo per definirla. 


Lei era di una bellezza diversa.
Le sue forme erano abbondanti, ma equilibrate, morbide.

I suoi denti lasciavano uno spazio tra di loro. 
Era un particolare che lei identificava come un difetto, da sempre, ma ciò non le impediva di sorridere e ridere, ridere a crepapelle.
Ricordava bene quella poesia che la sua maestra le aveva insegnato da piccina, che il sorriso non costava nulla, perciò era meraviglioso regalarlo a tutti. 

Quella sera, presa dai suoi impegni, aveva una di quelle riunioni noiose, ma che lei aspettava entusiasta. 
Pochi capivano il motivo per cui una ragazza di 23 anni avesse così tanta voglia di cambiare il mondo.

Iniziando da un paesello, magari.





Arrivó in quella stanza, angusta, c'erano già un bel po' di persone ad aspettare. 

C'erano gli anziani, fieri di aspettare i giovani, per discutere e crescere tutti insieme.

E c'era lui, un ragazzo come altri, sconosciuto. 
Piacere.

Piacere mio. 

Un amico di un amico, ne aveva sentito parlare, niente di più. 
Lui la guardó, senza un grande interesse. 
Lei lo guardò e pensó: chissà se sarà impegnato il suo cuore.
Pensieri frivoli per una ragazza così, eppure...






[Continua....]