mercoledì 13 dicembre 2017

Crostata integrale alle mele e noci (senza burro, senza latte)

Seconda domenica di avvento, e non trovo un attimo per scrivere.
E ne ho ricette da scrivere!
Questa è una ricetta particolare, non perchè sia difficile, anzi, ma perchè è un esperimento.
Un dolce completamente VEGANO.
Frolla senza burro, senza latticini.
Mele a volontà, come piace a me.

(Ho un debole per le mele in autunno e inverno.)

Con tante stelle che ho fatto con la mia piccola pasticcera, perchè sotto Natale un po' di stelle ci stanno, no?


  

Ingredienti: (per una crostatiera da 28)

Per la frolla

  • 120 gr acqua a temperatura ambiente
  • 100 gr di olio di semi
  • 150 gr di zucchero
  • 200 gr farina 0
  • 180 gr farina integrale
  • mezza bustina di lievito vanigliato 
  • scorza di arancia
  • essenza di vaniglia
Per il ripieno
  • 4/5 mele fuji
  • un cucchiaio di olio di semi
  • 2 cucchiai di zucchero
  • scorza di arancia
  • scorza di limone
  • 6/7 noci
Prima di tutto impastiamo la frolla.
Prima in una ciotola mettiamo tutti gli ingredienti liquidi: l'acqua, l'olio, l'essenza e poi mettete lo zucchero e pian piano le farine e il lievito. Se il composto viene troppo duro, aggiungete acqua!
Impastiamo e mettiamo in frigo a riposare per 1 ora circa.
Quindi tagliamo le mele a pezzettini piccoli e mettiamoli a stufare con zucchero, olio e le essenze, devono stufare circa 20 minuti. Non devono sfasciarsi, poi, solo un po' cuocere!
Lasciamo raffreddare!

Stendiamo con l'aiuto della carta forno un disco di frolla e mettiamo nella teglia imburrata e infarinata, poi formiamo tante stelle di due dimensioni.
Farciamo la frolla con le mele e i pezzettini di noci e ricopriamo di stelle!

Inforniamo a 170 gradi per massimo mezzora!

Serviamo spruzzata di zucchero a velo!





martedì 5 dicembre 2017

Riso saltato con verdurine

Ricettina di piatto unico: le mie preferite!
Cucini una cosa ed è fatta.





Questa ricetta è una sorta di insalata di riso ma calda, abbastanza veloce da cucinare e riscuote molto successo anche da parte di Matilde che mangia tutte le verdure anche se sono belle visibili!
Io, come al solito, soprattutto per le ricette di tutti i giorni, preferisco non usare soffritti, perciò anche in questo caso il soffritto è "finto".


Ingredienti (per 4/5 persone)


  • Riso thai, 300 gr;
  • 2 zucchine verde scuro;
  • 3 carote grandi;
  • cipolla;
  • piselli, 200 gr;
  • mais dolce, una lattina;
  • 60 gr prosciutto cotto;
  • 1 uovo;
  • olio evo;
  • sale;
  • salsa di soia.

Tagliamo la cipolla, la carota e la zucchina a striscioline lunghe massimo 3/4 cm.
Per la cipolla si fa tranquillamente col coltello, per la carota io uso il pela patate e poi aggiusto la lunghezza col coltello, per la zucchina taglio prima a fettine fini fini, poi per la lunghezza e poi di nuovo aggiusto ai 3/4 cm.
Quindi metto 2 cucchiai di olio d'oliva e almeno 200 ml di acqua e faccio il mio solito finto soffritto con cipolla e carota, man mano aggiungo l'acqua e poi le zucchine e lascio cuocere sino a che le verdure non si sono leggermente ammorbidite.
Aggiungo i piselli e lascio cuocere, sempre aggiungendo acqua o brodo vegetale (niente dado) sino a che non è cotto tutto.
Cuociamo il riso e lo scoliamo al dente.
Mentre il riso cuoce, faccio una piccola frittatina o chiamiamolo uovo sbattuto e lo metto nella padella, taglio il prosciutto a striscioline e metto nella padella e anche il mais, e infine il sale.
Accendiamo il fuoco e facciamo saltare il riso nella padella e aggiungiamo 2/3 cucchiai di salsa di soia, qualche scorza di zenzero se piace.
E il riso saltato è pronto!






mercoledì 29 novembre 2017

Ciambella di albumi all'arancia

Questa è una ricetta "rivelazione"!
Molto simile alla ricetta che c'è qui della torta di albumi al cacao, ma molto, molto più soffice, più buona.
Certo, non è cioccolatosa, ma gente...è stupenda!

Era il 19 novembre, giorno bellissimo, giorno del compleanno della mia patatina Matilde.
E volevo fare un pranzo ma anche un dolce buono ma leggero.
E così è stato!

Una torta bella, bellissima, abbellita e ingolosita da una ganache al cioccolato bianco, ma con pochi grassi, niente colesterolo ma ugualmente buonissima.
Eh si, perchè togliere ingredienti tipici dei dolci, come possono essere i tuorli o il burro non significa togliere il sapore e la sofficità.
Anzi!


 


Ingredienti:


  • 230 gr di albumi (io compro quelli nel brick, il restante lo congelo)
  • 200 gr di zucchero
  • 400 gr di farina 0 (o farina più fecola)
  • 200 gr di acqua tiepida
  • 140 gr olio di semi
  • succo di 2 arance medie
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • lo zest delle 2 arance
  • essenza di vaniglia
  • 300 gr di panna vegetale
  • 200 gr cioccolato bianco
  • colorante (io rosa)

Come procediamo?
Prima di tutto uniamo tutti gli ingredienti secchi e soprattutto setacciamo la farina, quindi uniamo il lievito, lo zucchero. 
Quindi uniamo l'acqua tiepida, l'olio, il succo delle arance, la buccia delle arance e l'essenza di vaniglia.

Mescolando con una frusta uniamo tutti questi ingredienti, la consistenza risulterà anche "dura" e va bene così!

Quindi montiamo gli albumi a neve ferma e piano piano, con molta delicatezza, amalgamiamo tutto, con una spatola, aggiungendo poco impasto alla volta e con un movimento che va dal basso verso l'alto e viceversa, per non smontare il composto.

Accendiamo il forno a 180 gradi e intanto imburriamo e infariniamo la teglia.
Io ho usato una teglia in silicone con un movimento particolare, ma va bene una teglia a ciambella con i bordi molto molto alti perchè durante la cottura l'impasto lievita moltissimo!

Facciamo cuocere 40/45 minuti senza aprire il forno!

Per preparare la ganache, invece, semplicemente facciamo sciogliere il cioccolato con la panna e togliete dal fuoco, quando ha raggiunto la temperatura ambiente mettiamo in frigo.
Una volta che si è raffreddata, la montiamo con fruste, anzi...semimontiamo!

E via con la decorazione!







domenica 19 novembre 2017

3 anni di te, Matilde

15 novembre.
Era la data che aspettavo da mesi, La data.
Quella importante.
Quella in cui avrei conosciuto la mia bambina.
Finalmente la avrei vista e avrei potuto guardarla e baciarla e tenerla stretta a me...



Era il 15 novembre e NIENTE.
Il 15 di novembre ho aspettato e sperato, come i giorni precedenti ovviamente.
Poi ho controllato che la valigia per l'ospedale fosse pronta ed era pronta.
Il tracciato lo avevo fatto la mattina prima e tutto era perfetto.
Allora, abbiamo fatto le cose di sempre. Era un sabato.
Arrivata la sera mi son fatta carina, per quanto possa farsi carina una balenottera spiaggiata con una pancia enorme.
Mi sono truccata e siamo usciti.
Prima nella zona della Marina, un incontro sui problemi della disoccupazione nel sud Sardegna, poi via alla festa di compleanno di un caro amico.
Abbiamo fatto tardi, abbiamo riso, mangiato, abbiamo festeggiato.
E così anche quella favolosa data è andata, addio 15 novembre.





I giorni a seguire sono stati tanto tranquilli quanto pieni di attesa.
Ormai il termine era passato quindi via alle pulizie selvagge.
Ho messo a lucido la casa e preparato biscotti.




 

Poi, martedì 18, mi sono svegliata e mi son messa a fare come sempre.
Sono andata in bagno e ho visto sangue.
Panico.
Chiamo Riccardo che è a lavoro, che si cambia e torna subito a casa.

Sangue e delle perdite di muco.
Non voglio chiamare mia mamma per non allarmarla e neanche mia suocera, perchè poi lo saprebbe il mondo.
Chiamo una amica dolce ostetrica che mi tranquillizza: Marta, sta succedendo qualcosa, forse è arrivato il momento.
Intanto, arriva Riccardo, passa la mattinata e perdo il tappo mucoso, tra un dolorino e l'altro, come se avessi il ciclo.

Non volevo andare in ospedale, era mattina e avrei aspettato tantissimo.
Perciò decidiamo di starcene a casa.
In realtà, ricordo che arrivò mia suocera e vedendo Riccardo capì che c'era qualcosa sotto ma le facemmo giurare di non dire niente a nessuno!
Doccia, sistemare il capelli, pranzo e verso le 15 ci incamminiamo verso l'ospedale.

Esito?
Sino alle 18 lì, a fare tracciati che evidenziavano leggerissime contrazioni e collo dell'utero accorciato.
"Signora, stiamo iniziando, ci vorranno tante tante ore, si faccia delle belle passeggiate e torni domani magari!"

Vabbè, andiamo a fare la spesa!
La situazione era comica.
"Prendiamo il macinato così ci facciamo gli hamburger fatti da noi? Te li faccio io amore!"
"Si, amore va benissimo, aspetta...[contrazione, momento di concentrazione] ok, passata."
"Però aspetta voglio anche i wafer, al cioccolato e nocciole"
"Certo andiamo nella cors...amore, di nuovo contrazione?"
[kjbhhbhevfbkfjvfk] Passata.
Una spesa alternativa.

Ceniamo, ci mettiamo sul divano.
Il tutto tra una contrazione e l'altra.
Ma quanto erano buoni quegli hamburger, me lo ricordo ancora!
Ad un certo punto, erano le 21.30 circa, le contrazioni si fanno più forti e più ravvicinate, ma io le sentivo giù, non pensavo fossero LE contrazioni.
Dico, ci mettiamo a letto così mi rilasso, tanto in ospedale hanno detto che ci vuole tanto tempo.

E' lì che mio maritino nerd apre la app e inizia a monitorare le contrazioni.
Era comico veramente.
Ennesima contrazione.
"Basta amore era troppo forte, dobbiamo andare in ospedale"
Ho freddissimo (è novembre ma in Sardegna non è ancora vero autunno).
Maglione addosso e in macchina.

Stavolta avvisiamo, erano le 23 passate.

1 cm di dilatazione.
Tracciato interminabile, forse di più di un'ora, non finiva mai e io soffrivo seduta su una sedia.
Visita, registrazione interminabile.
"Signora, la ricoveriamo ma solo perchè ha molto dolore perchè ad 1 cm di dilatazione solitamente non ricoveriamo neanche ma diciamo di tornare, non è travaglio attivo!"
Era l'1 passata del 19 novembre.
Mia mamma e Riccardo mandati a casa.
Io in camera di ospedale con un povero Cristo che ha dovuto sopportarmi.

Arriva Elena, mi fa coricare e mi dice di rilassarmi, che devo conservare le energie per dopo.
E se ne va.
La richiamo: "Elena ho troppo dolore, non ce la faccio, dammi qualcosa."
Elena:"Marta vediamo un po'.....hai 2 cm, è troppo presto, ci vorranno ore e tu devi respirare tra una contrazione e l'altra!"
Ok. Mi alzo, passeggio. Ancora più male.
Devo fare pipì ma non esce, com'è possibile?
Mi ricorico.
E' passata solo un'ora, sono le 2 e non ce la faccio più, urlo.

Arriva Elena, anche un po' scocciata, "Marta che succede? Ti visito."
Vedo il viso di Elena contorcersi in una espressione di stupore: "Marta, sei a 6 cm. Chiama tuo marito e digli di tornare, ma digli di non correre in macchina!"
"Andiamo in sala parto"

Ricordo bene cosa ho pensato: VEDI CHE AVEVO RAGIONEEEE???

Arriva la carrozzina, è rotta.
Prendo e cammino verso la sala parto con la OSS dietro che mi diceva di aspettare!

Entriamo e vedo all'uscio Natascia, bella e sorridente, che mi dice: "Ciao Marta, allora cosa preferisci? La sala gialla o quella rossa?"
Ho pensato in fila:
"Oddio ma che mi sta chiedendo?
Io sto soffrendo e mi fa queste domande?
Forse rossa? E' più bello il rosso?
UN CAZZO.
La più vicina è la gialla?
Gialla va benissimo."

Entro e metto le cose in chiaro: "Natascia ascolta ho seguito il corso preparto, c'eri anche tu, ho superato i 4 cm quindi ho diritto alla peridurale, ti prego subito!"
Lei pacata e tranquilla mi risponde: "Coricati Marta, ora viene la ginecologa e ti visita e decide."
Occhi al cielo.
Vedo due quasi mamme che passeggiano con una flebo mentre travagliano e chiacchierano, io soffro, soffro terribilmente, dov'è la mia analgesia?
Ginecologa, aveva dei capelli lunghi e ricci, di quei ricci stretti e un visino vispo, felice e energico.
"Marta, non sono passati neanche 10 minuti e sei a 9 cm, la tua bambina sta per nascere, niente analgesia"


Porca,mnjkdsvhkjtpo.

Va bene.
Partoriamo, velocemente.

Arriva Riccardo, che prima di entrare chiama mia madre:" Liliana, siamo in ospedale, Marta sta partorendo". Mia mamma (poi abbiamo saputo in seguito) pensava fosse un sogno e si è riaddormentata!

Spingo.
Urlo e spingo senza un attimo di tregua.
Ci metto tanto, non riuscivo a spingere in modo efficace.
Credo di aver tenuto sveglio tutto il reparto, ahimè.
Non sapevo neanche di saper gridare così.

Natascia, la ostetrica specializzanda e le due ginecologhe di turno si divertono, mi dicono: "Marta, non dirlo a nessuno che stai partorendo così velocemente alla prima figlia che ti invidiano tutti poi!"

Loro parlano, io non riesco a parlare, le guardo e penso che deve uscire.
Riccardo non parla ma è lì, vicino a me, contro ogni aspettativa e c'è nonostante le sue paure e mi basta.

Esce la testa, un altra spinta ed esce tutta.
Sono le 4.20.
Del 19 novembre 2014.
E non sento più alcun dolore.
Ed è nata.
E' nata Matilde.






Non piange subito, non so se preoccuparmi o no.
La aspirano, poi grida, scocciata e me la danno.

3,670 grammi.
52,7 cm di amore.

Ha delle guance enormi, gli occhietti allungati, una boccuccia a cuoricino ed è tra le mie braccia. 
Piango senza lacrime, sono MAMMA.






MAMMA di Matilde, l'amore della mia vita.

E rifarei tutto. 
Soffrirei ancora anche più ora, perchè lei è la gioia.


Buon 3 compleanno gioia di mamma!

martedì 14 novembre 2017

Perchè la casa è dove è il cuore..ciao casetta nostra!

Cosa resta di 5 anni e mezzo vissuti in una casa?
I ricordi.



Ho fatto "di tutto" per venderla questa casa.
Ho fatto da "agente immobiliare" (e non si arrabbino i signori agenti, ma la ho venduta io, voi non siete riusciti).
Ho accettato appuntamenti a 3 ore di distanza, con una casa da rimettere a lucido e una bambina da sistemare da una nonna.
Ho accolto per anche un ora e mezzo visitatori che mi chiedevano di lasciargli anche i mobili, per poi non sentirli più.
Mi sono arrabbiata, mi sono stancata terribilmente, ho provato speranza e ho pregato che una persona la volesse, la comprasse.
Ed è successo.

Ora la nostra casa è vuota.
C'è la mia cucina, amica e compagna di questi 5 anni, che rimarrà lì.
C'è il bagno, completo.
Col suo gres porcellanato effetto legno, con i suoi sanitari tondi tondi e con i suoi mobiletti gialli, sapientemente costruiti dal mio bravissimo zio falegname.
E poi cosa rimane?
La parete verde pisello, in camera da letto.
La parete rossa, di quel rosso senza compromessi, nel soggiorno.





Perchè lo sapete che è proprio per quella parete rossa che Matilde la chiama "la mia casetta rossa"?
E ogni volta che lo dice, mi si spezza il cuore.
E poi lo ricostruisco immediatamente, perchè non deve vedere che mi manca anche a me, terribilmente.


Le ho spiegato, con calma e pazienza, che la sua casetta rossa sarà felice con i suoi nuovi proprietari.
E che lei sarà felice in una casa nuova, molto più grande e che avrà una cameretta tutta sua.
Mi ha detto che la vuole "pink", che lei dice tutti i colori in inglese.
Ma poi si è arrabbiata da morire, ha messo le braccia conserte e mi ha detto che no, che la casetta rossa è la SUA casa e che si è offesa per quello che ho detto.

E allora niente, lascio perdere.
Aspetto con impazienza il momento in cui vedrà la sua cameretta e spero che il nostro amore e tutto quel "pink" basterà per farle dimenticare la sua casa, la sua sicurezza.



Ma la capisco, la capisco incredibilmente.
Cerco di mandar via questi pensieri.
Ma mi manca TUTTO.

In quella casa, ci siamo entrati il Primo Maggio del 2012.
Avevamo traslocato in un giorno.
Il giorno dopo avevo un mal di schiena infernale.

In quella casa, è nata la nostra famiglia.
Siamo nati NOI.

In quella casa, ho scoperto di essere incinta.
In quel bagno, una mattina di un sabato qualunque.
E ho pianto per la paura, ma quella è un altra storia.

In quella casa, ho pianto di paura, ho riso alle lacrime, ho fatto dormite incredibili (e quanto mi manca il nostro letto...), ho sperimentato, cucinato, mi sono arrabbiata, ho cullato Matilde per notti intere cantando Generale di De Gregori.

In quella casa, abbiamo portato Matilde una volta usciti dall'ospedale, dopo un ricovero di 6 giorni, di sera, e c'era un palloncino che ci aspettava da una settimana e nonni e bisnonni con una torta di mele e noci altissima e felicità negli occhi.


In quella casa, abbiamo deciso che non ci stavamo più.
Che nonostante tutto, avevamo bisogno d'altro.

Ma rimarrà sempre la nostra prima casa.
La casa dove è iniziato tutto.

La nostra casetta rossa.

lunedì 25 settembre 2017

Due primi a tema...ZUCCA!

Bimba a scuola.
Mamma al computer!
Ed è subito nuovo post!

Stavolta, voglio proporvi due ricette, entrambe con la zucca.
L'ingrediente che simboleggia l'autunno.

Che poi, a dire il vero, ho scoperto la zucca pochi anni fa ma mi piace da matti e poi è versatilissima!

Queste due ricette sono di due primi, fatti nelle ultime settimane, che sono piaciuti moltissimo!
Matilde ha preferito la pasta, devo dire.
Ma sono riuscita a conquistare con il riso i miei genitori, che la zucca la snobbavano moltissimo!




(Vi giuro che glieli ho tagliati i capelli e la frangia dopo questa foto -.-)


FARFALLE con crema di zucca e stracchino

Cosa vi serve (per 3 )


  • 500 gr zucca
  • 1 cipolla bianca
  • farfalle (di semola di grano duro)
  • sale q.b.
  • stracchino (noi senza lattosio)

Che devo spiegarvi!
La verità è che è semplicissimo.
Fate soffriggere la cipolla con olio, poco, 2 cucchiai e un po' d'acqua.
Tagliate la zucca a pezzetti piccolini, e fate cuocere per una mezzora almeno, mettendo di tanto in tanto acqua, in ebollizione.
Quando la zucca è diventata bella molle, frullatela o usate il minipimer.
Mettete da parte.
Io, ad esempio, ho preparato la crema di zucca la mattina così la sera a cena era già pronta.
Cuocete la pasta e conditela con la crema di zucca, a crudo aggiungete due cucchiaini di stracchino e un filo d'olio.
Tanta verdura condensata in un primo buonissimo!





RISOTTO alla zucca e speck


Cosa vi serve: (per 6 persone)


  • mezza zucca,
  • 1 cipolla grande,
  • 1 spicchio di aglio,
  • 400 gr riso carnaroli,
  • vino bianco per sfumare,
  • olio evo;
  • sale q.b.,
  • burro (io senza lattosio),
  • speck, 100 gr.
Anche questa ricetta, ragazzi, è semplicissima: è un risotto.
Però io preparo in anticipo (come ho fatto per la precedente ricetta) la crema di zucca, in questo caso ho aggiunti l'aglio, perchè ho preparato questo risotto per i miei genitori e loro non amano i sapori dolci nei primi, quindi ho voluto smorzare con l'aglio ora e lo speck poi.
Una volta che la zucca è cotta e frullata, iniziamo col risotto.
Soffrittino di cipolla, far tostare il riso, poi sfumare con il vino bianco (io ho usato Vermentino), e poi cuocere.
Io non appena sfumo, aggiungo immediatamente la crema di zucca e man mano l'acqua bollente perchè voglio che il riso assorba bene il sapore della zucca.
Cuocio una ventina di minuti il riso, quando è al dente spengo il fuoco.
Una nocina di burro, una manciata di parmigiano e lo speck tagliato a petali.
5 minuti a mantecare ed ecco qua che il risotto è pronto!







Buon appetito e viva l'autunno! 

domenica 13 agosto 2017

Il mese.

Uno sguardo può condizionare una giornata?
Una nottata?
Una vita?

Da quella sera, quella ragazza continuò a lavorare, entusiasta, a quelle elezioni.
Elezioni, campagne elettorali, sono brutti termini, simbolo di un qualcosa di lacerante, obbligatorio, non piacevole.
Eppure, possono essere la culla di amicizie.
Di sano entusiasmo.
Di un amore.




Lei, quella ragazza lì, voleva davvero cambiar le cose.
Mettersi in gioco.
Le cose non sarebbero andate bene, sotto nessun punto di vista.
Tranne che per lei.
E lui.

Un mese.
30 giorni.
Giorni di maggio.
Giorni di sole e caldo, quel caldo tiepido che ti invita a mettere le maniche corte, ma portar dietro una giacchina, che le permetteva di tenerli sciolti quei lunghi capelli di un castano molto chiaro.
Giorni di duro impegno.
Giorni di camminate che duravano ore, per farsi conoscere, per dire e spiegare quali erano i progetti.

Serate in cui, camminando fianco a fianco, la mano di lui finiva per sfiorare la mano di lei.
Con timidezza.
Quelle mani, nel stringersi, erano incerte, tenere ma decise.
Gli sguardi non si incrociavano in quei giorni, erano troppo stupiti quegli occhi per avere il coraggio di intrecciarsi.




Sembrava che succedesse tutto senza un obiettivo.
Succedeva.

Emozionava le notti di lei, che faceva correre la mente incredula per quello che stava accadendo, facendosi mille domande.

Stupiva le giornate di lui, che tutt'ad un tratto non vedeva l'ora che finisse la giornata lavorativa per vedere lei, che sino a poco prima era una sconosciuta.

Quel che c'era di curioso e ilare erano le domande delle persone attorno.
I genitori di lei chiedevano lumi, ma lei frettolosamente negava qualsiasi legame.
Gli anziani, da buoni osservatori e dall'alto della loro esperienza, avevano capito tutto.
Sembrava che tutti avessero capito.

Tranne lei e lui.





[Continua...]

mercoledì 9 agosto 2017

Pomodori ripieni (a modo mio)

Lo sapete che le mie ricette sono semplici, facili e veloci.
Questo vale sempre.
Ma soprattutto in estate.
C'è caldo, poca voglia di accendere fornelli o fuoco e allora la parola d'ordine è: freschezza.
Che significa anche genuinità degli ingredienti.
Che siano freschi e di ottima qualità. 



Siccome mi rivolgo anche e in buona parte alle mamme, mi chiederete: come hai fatto con Matilde che non mangia i pomodori crudi?
Semplice, non le ho dato il pomodoro ripieno, ma un fresco risottino con crema di pomodoro CRUDO e tonno. 
Si, la ho imbrogliata. :)


COSA VI SERVE (dosi per 2 persone)


  • 4 pomodori di campo;
  • 150 gr di riso;
  • 3 scatolette di tonno sott'olio;
  • Basilico;
  • origano;
  • maionese;
  • capperi.

Mettiamo a sbollentare il riso, 15 minuti e via, è pronto.
Quindi, laviamo bene i pomodori di campo (i miei preferiti) e togliamo il "cappello", quindi con pazienza togliamo tutto l'interno, fino a lasciare solo la parte esterna.
Li mettiamo a testa in giù a scolare.
Prendiamo tutto l'interno del pomodoro e lo mettiamo dentro il nostro bel frullatore, quindi aggiungiamo il tonno BEN scolato, 5/6 foglie di basilico, un bel po' di origano e capperi (come voi preferite, o sott'aceto o salati ovviamente prima risciaquati).
Frulliamo il tutto e verrà una bella crema rossa, fresca e molto molto buona, salatela a piacere.
Io non la ho salata, era perfetta così.
Scoliamo il riso, lo condiamo con questa crema di pomodoro e tonno.
Mettiamo via una parte, quei 40 gr che saranno per il bambino o la bambina, come me per Matilde, e aggiungiamo due cucchiai di maionese,
Quindi riempiamo i pomodori e via in frigo!